La Brigata Fomal

un laboratorio artistico permanente per tutti gli studenti

La “Brigata Fomal” è un laboratorio artistico permanente dove, attraverso la musica, il ballo e la recitazione, gli studenti sviluppano capacità espressive e di ascolto. Pensato come occasione di crescita individuale e collettiva, il laboratorio si pone, tra gli obiettivi, il contrasto della dispersione scolastica, stimolando la partecipazione attiva e creativa dei ragazzi e incoraggiando riflessioni critiche sul presente. Si tratta di un laboratorio pomeridiano ad iscrizione e frequenza spontanea che, dalla prima “lezione”, tenutasi nell’anno scolastico 2014-2015, ad oggi, continua a rivelarsi uno spazio di libertà e di incontro, fucina di idee e di nuovi legami, aperto a tutte le classi.

Si parte dal “fare musica” insieme attraverso l’esplorazione di strumenti, melodie, repertori per poi lavorare sul linguaggio musicale come strumento di racconto di sé e di relazione.
Il laboratorio, infatti, permette anche ai più timidi di conoscere gli altri e di aprirsi a loro gradualmente, in un territorio “protetto” e ridimensionato, dove non vi è valutazione né giudizio alcuno. In questo modo, anche il più “timoroso”, con scarsa autostima, viene incluso in un gruppo eterogeneo di cui fanno parte personalità agli antipodi.
Mikaela, ex studentessa di Fomal e talentuosa cantante, ritiene che questi laboratori abbiano dato molto a lei e ai suoi compagni: “in primis, la possibilità di esprimersi attraverso la musica, di far appassionare sempre di più e di crescere insieme con in mano una penna e un foglio anziché per strada. Ognuno di noi aveva un percorso diverso e veniva aiutato e stimolato in modo diverso. Credo sia per questo che ci sentivamo a nostro agio: ci sentivamo liberi di essere noi stessi”.
Ovviamente, la relazione si coltiva anche al di fuori del momento laboratoriale e, quasi da subito, si creano nuove dinamiche sia nei momenti informali che durante gli intervalli, quando la socializzazione interclasse avviene liberamente e in modo spontaneo.
Il professor Cariati, curatore del progetto, docente a Fomal e musicoterapeuta, dice che “ciò accade anche perché la musica, per sua stessa natura, include diversi generi e, di conseguenza, diversi tratti di personalità: il trombettista fa musica con il rapper e il chitarrista punk con il filippino K-pop. È la sua bellezza”.
Per i ragazzi, la musica, innanzitutto, è uno stimolo e un pretesto per fare gruppo e mettersi in gioco in un ambiente percepito come positivo e proficuo per sé.

Per i docenti diventa un’occasione per esplorare nuovi terreni di incontro dove conoscere meglio gli studenti. Cariati sottolinea: “Ho notato che i ragazzi più carenti dal punto di vista didattico – in Sala, nella mia materia- cercavano di compensare emotivamente le proprie lacune mostrando entusiasmo e impegno nel settore musicale. Un po’ come dire “In questo non riesco (ancora), ma qualcosa so farla bene, vero?”. Una consapevolezza per niente scontata e, allo stesso tempo, un’implicita richiesta di riconoscimento del proprio valore. È così che la ricaduta educativa delle attività pomeridiane si manifesta gradualmente in aula, anche con i docenti e gli educatori variamente coinvolti nel laboratorio. Ogni anno, infatti, il progetto musicale e artistico si focalizza su un argomento specifico e interdisciplinare, spesso di attualità, approfondito al mattino, durante le lezioni. Nel corso del laboratorio si sviluppa ulteriormente la riflessione, stimolando la narrazione del proprio vissuto in relazione alla tematica scelta per passare, poi, alla trasposizione musicale. Si giunge, così, alla composizione di una canzone (musica e testo), alla sua registrazione in uno studio professionale e alla realizzazione di un videoclip.
Un esempio è la canzone contro il cyberbullismo, nato dopo una serie di incontri laboratoriali tenuti in classe da un’équipe dell’Università di Bologna.

Lo stesso discorso vale per Maffiniamola, nato dopo un percorso sulle mafie, tenuto in aula durante le ore di italiano.
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On the radio deriva, invece, dalla partecipazione ad un progetto radiofonico tenuto con la docente di italiano.
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Per un ripasso innovativo prima dell’esame di qualifica, nell’anno della canzone On the rock, sono stati messi in musica sei cocktail: tutte ricette d’esame che i ragazzi hanno imparato in aula, memorizzato durante il laboratorio e realizzato dal vivo per il videoclip. Anche a livello testuale, il lessico settoriale legato alla ristorazione viene spesso chiamato in causa per ottenere rime, metafore e assonanze.

Il laboratorio è dunque un progetto aperto e flessibile, che accoglie gli interessi e i bisogni sempre diversi dei ragazzi, per guidarli verso scenari nuovi e divergenti. Ciò favorisce un sempre più sicuro (af)fidarsi e aprirsi all’intero mondo-scuola che si traduce in affezione al luogo e frequenza più regolare.
Incontrare gli studenti di “Scienze della formazione” dell’Università di Bologna, raccontare il progetto a Radio Flyweb, esibirsi nel museo di arte moderna Mambo sono stati, inoltre, un prezioso riconoscimento della qualità del percorso e dei talenti dei nostri studenti.

“Penso che il laboratorio di musica e di teatro mi siano serviti molto: ho sempre avuto la passione per la musica e il Fomal mi ha dato la possibilità di scrivere, di registrare e di coltivare la mia passione. E sì, ancora oggi, continuo a cantare e a registrare le mie canzoni. E quando lo faccio, mi capita spesso di ripensare alla mia scuola con il sorriso”.