Dal 4 al 7 aprile le tre classi di terzo anno della sede di San Giovanni in Persiceto di Fomal sono state ospiti della cooperativa “Al di là dei sogni” onlus (fattoria didattica nata all’interno del bene confiscato “A. Varone”, a Maiano di Sessa Aurunca in provincia di Caserta, che promuove l’agricoltura sociale e il turismo responsabile).

Hanno accompagnato le classi la docente di Italiano Federica Govoni (referente per il progetto), i docenti di tecnica di cucina e sala Francesco Marcone e Sergio Beato, la coordinatrice Monica Aldegheri e la direttrice Antonella Migliorini.

Il viaggio fa parte di un percorso didattico progettato insieme al presidio di Libera del centopievese e con il coinvolgimento di NCO ( Nuova Cooperazione Organizzata” ) una rete di cooperative sociali campane nate come risposta civile organizzata alla brutalità della Nuova Camorra Organizzata.

Una progettazione partecipata di idee che ha dato vita ad iniziative in aula e sul territorio, centrate sul tema della ‘Legalità’: introduzione storica sociale sulla natura della mafie italiane, visione di film, ricerche sulle 4 mafie (struttura criminale, campo di azione), analisi di una storia (biografia) legata al fare mafioso e una legata all’antimafia (soggetti che lottano e hanno denunciato), dibattito, presentazione delle attività di Libera e NCO, focus sul caporalato e la terra dei fuochi, introduzione al processo Emilia: testimonianza del presidio di Libera del centopievese sulle infiltrazioni mafiose di stampo camorrista e ‘ndraghetista nel nostro territorio e testimonianza di Alessandro Buffardi, socio della Cooperativa sociale ‘Altri Orizzonti’ di Castel Volturno nelle terre di Don Peppe Diana.

Gli allievi dalle due classi di Operatore della ristorazione e di Operatore del punto vendite hanno trascorso le giornate alternando mattinate di lavoro a pomeriggi di formazione. Affiancati agli operatori della cooperativa gli allievi hanno lavorato, suddivisi in gruppi, partecipando a tutti i passaggi del processo produttivo: nell’ impianto di trasformazione che trasforma prodotti freschi in sott’olii e conserve di qualità con gli operatori Roberto e Davide, nell’agricoltura con Raffaele, nel giardino delle piante officinali e nella fattoria con Vincenzo, nella manutenzione del bene confiscato con Gaetano, nel ristorante/cucina con Liliana.

Durante gli spazi di formazione (pomeridiani) sono state sentite testimonianze e trattati i temi legati all’economia sociale (produzione di beni e servizi di utilità sociale) come antidoto all’economia criminale, alle azioni di recupero delle ricchezze illecitamente accumulate dai camorristi e della loro destinazione a fini sociali e produttivi, alla promozione e all’inclusione delle fasce svantaggiate attraverso l’inserimento lavorativo nelle attività di riutilizzo sociale e produttivo di un bene confiscato. Presso l’associazione di promozione sociale “Comitato don Peppe Diana” (associazione che ha coinvolto persone e organizzazioni unite dal desiderio di non dimenticare il martirio di un sacerdote morto per amore del suo popolo) è stato organizzato un dibattito con una classe di una scuola secondaria superiore locale che stava svolgendo attività di alternanza scuola lavoro c/o l’associazione stessa.

Sono state quattro giornate intense e ricche di emozioni, quelle trascorse lavorando nei campi, nella preparazione dei prodotti (marmellate, passate ecc) nell’ascolto e nello scambio di esperienze, valori ecc.

 

a cura della docente FEDERICA GOVONI

 Al di là dei sogni’ esiste un luogo nella campagna di Maiano di Sessa Aurunca dove ogni giorno si ricostruisce l’immaginario collettivo di ogni esperienza di vita che lo attraversa. In questi giorni ne siamo stati i protagonisti e abbiamo demolito stereotipi e abbandonato sentenze e condanne, perchè nella colpa e nella paura  vige la paralisi, l’inerzia, l’inettitudine e questo luogo non te lo permette perchè nel coraggio trova il suo movimento. E’ un posto dove le parole vivono una sorta di inversione e ti costringono a decelerare  ritrovando in un respiro più semplice, una riflessione più profonda dove si ricollocano in una nuova dimensione.

E’ un posto dove si costruisce la conoscenza nella comunanza, dove l’uomo viene accolto nella sua autentica imperfezione e le parole che lo raccontano diventano vere depositarie negli animi di chi ascolta.

In questo luogo abbiamo imparato  a decelerare, accogliere,  comprendere, fidarci, affidarci, collaborare, de-costruire, ricostruire, destrutturare, demolire, re-immaginare, desiderare, scendere negli abissi e risalire, accettare la sofferenza, accogliere la gioia, camminare, faticare, resistere alle paure, aprire, chiudere, ‘mettersi’ in pace, esistere e coesistere, sognare.

Questo luogo nasce in un bene confiscato dedicato ad Alberto Varone, un piccolo imprenditore della zona  vittima innocente di mafia. Un uomo, un padre, un lavoratore che con coraggio ha resistito a minacce ed estorsioni e ha pagato con il prezzo della sua vita ma ‘Non invano!’; queste sono le parole che abbiamo letto nella casa di Don Peppe Diana, non invano, perchè oggi noi come tanti altri siamo passati da qui, altri passeranno ancora e la vita di Alberto come quella di tutte le vittime innocenti è passata attraverso la nostra diventando quel seme immortale di cui l’umanità dovrà prendersi cura per crescere il proprio sogno.

 

Grazie di cuore a tutti

Federica